8 Settembre 2026
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Sostenibilità nei parchi giochi: un approccio che parte dalla progettazione e arriva alla gestione

Parco giochi sostenibile con strutture in legno certificato e pavimentazione antitrauma colata in opera

Parlare di sostenibilità nei parchi giochi vuol dire uscire dalla logica del singolo materiale ecologico. La vera sostenibilità di un’area ludica non si misura solo nel giorno dell’inaugurazione, ma nell’intero arco di vita del progetto: dalla fase di progettazione alla manutenzione programmata negli anni successivi. In questa lettura, che è quella che Evolplay sostiene nel proprio lavoro con Pubbliche Amministrazioni e studi di progettazione, la sostenibilità diventa una scelta strategica, non un accessorio (e cambia il modo in cui si legge un capitolato, si valuta un fornitore, si programma la spesa pubblica).

Takeaway

La sostenibilità di un parco giochi si costruisce nel tempo, attraverso decisioni progettuali coerenti e una gestione programmata che ne preserva il valore

Il quadro normativo italiano oggi orienta chiaramente la Pubblica Amministrazione verso appalti sostenibili grazie ai Criteri Ambientali Minimi dedicati proprio ai parchi giochi

Per architetti e amministratori, ragionare in ottica di ciclo di vita significa ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare la spesa pubblica in un orizzonte di lungo periodo

Sostenibilità come processo, non come materiale

Per molto tempo la conversazione sulla sostenibilità dei parchi giochi si è concentrata sui singoli componenti: legno certificato, plastica riciclata, vernici atossiche. Sono elementi importanti, ma raccontano solo una parte della storia. Un parco giochi realizzato con materiali green ma progettato senza attenzione al contesto, o abbandonato dopo l’installazione, perde rapidamente il suo valore ambientale e sociale.

La sostenibilità reale nasce da un progetto strutturato. Include la scelta del sito, la relazione con il verde esistente, la capacità della progettazione di parchi giochi di durare nel tempo, la possibilità di sostituire componenti singoli senza smontare l’intera struttura. Include anche una domanda che spesso viene sottovalutata: cosa succederà a questo parco tra dieci anni? Chi lo manterrà, come, con quali risorse?

Ragionare così cambia il modo di lavorare fin dal principio. In fondo, un parco pensato per durare vent’anni ha un impatto ambientale profondamente diverso da uno progettato per essere sostituito ogni sette (anche a parità di materiali certificati utilizzati).

La sostenibilità inizia in fase progettuale

Ogni scelta fatta sul tavolo del progettista ha conseguenze che si estendono per l’intero ciclo di vita dell’opera. La selezione dei materiali è la parte più visibile, ma non è l’unica leva. Contano anche la modularità delle strutture, la possibilità di riparare invece di sostituire, la compatibilità dei componenti con futuri interventi di ampliamento o riconversione.

In un progetto pensato bene, ogni pezzo dovrebbe rispondere a tre domande: quanto dura, come si mantiene, cosa diventa a fine vita. Sono le stesse domande che oggi orientano le migliori pratiche europee di economia circolare applicate all’arredo urbano. E sono le stesse domande che noi ci poniamo quando affianchiamo un’amministrazione o uno studio di progettazione (a volte ci ritroviamo a togliere elementi dal progetto iniziale, perché una struttura più semplice ma durevole vale più di una più complessa ma fragile).

Il quadro normativo italiano: i CAM come bussola

L’Italia dispone oggi di uno strumento normativo dedicato: i Criteri Ambientali Minimi per la progettazione dei parchi giochi, la fornitura e posa in opera di arredo urbano, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Il decreto ministeriale di riferimento, entrato in vigore nel luglio 2023, è vincolante per gli appalti della Pubblica Amministrazione e definisce requisiti chiari lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.

Tra i principi cardine ci sono la riduzione del consumo di suolo, la valorizzazione del patrimonio naturalistico dell’area, l’inclusività per persone con diverse capacità motorie e sensoriali, l’uso preferenziale di materiali riciclati, ricondizionati o provenienti da scarti produttivi. Non è un dettaglio tecnico da esperti di gare: è una cornice culturale che riflette una visione precisa, dove ambiente e progettazione camminano insieme, che in Evolplay sposiamo integralmente.

Per progettisti e Responsabili Unici del Procedimento, questi criteri diventano una bussola. Un capitolato costruito bene sui CAM produce un parco giochi qualitativamente superiore, riduce i contenziosi in fase di gara e apre la porta a fornitori strutturati che hanno già integrato la sostenibilità nei propri processi produttivi.

Cosa cambia per chi progetta oggi

Chi progetta un parco giochi oggi si trova davanti un contesto completamente diverso rispetto a dieci anni fa. Il committente pubblico chiede risposte concrete su tracciabilità dei materiali, provenienza del legno, contenuto di materiale riciclato nelle plastiche, ciclo di manutenzione, dismissione responsabile.

Questa evoluzione non deve essere vissuta come un peso burocratico. Al contrario, è un’occasione per costruire progetti migliori. Un progettista che padroneggia questi criteri, che sa dialogare con fornitori certificati e che conosce le soluzioni tecniche disponibili sul mercato, propone offerte progettuali più solide e vince gare più facilmente. Abbiamo visto questa dinamica ripetersi molte volte, negli ultimi anni, nelle collaborazioni con studi che hanno saputo interpretare i CAM come strumento e non come vincolo.

La gestione nel tempo: la vera prova di sostenibilità

Il progetto non finisce il giorno dell’inaugurazione. Lì comincia. Ed è qui che si gioca la partita più importante, perché la sostenibilità di un’opera pubblica si misura sulla sua tenuta reale nel tempo, non sulle promesse iniziali.

La manutenzione programmata dei parchi giochi è una componente spesso sacrificata, sebbene le normative prevedano delle scadenze di manutenzione precise. Un parco trascurato si degrada rapidamente, perde valore per la comunità che lo utilizza e rischia di diventare non conforme alle normative UNI EN 1176 e 1177 sulla sicurezza delle attrezzature ludiche e delle superfici antitrauma. Ogni componente inutilizzabile o non ispezionato non è solo un problema di sicurezza: è anche un rifiuto anticipato, una sostituzione che genera impatto ambientale prima del tempo previsto.

Chi progetta e gestisce parchi giochi con visione di lungo periodo lo sa. Un piano di manutenzione ordinaria ben costruito allunga la vita utile dell’opera, riduce i costi complessivi in un orizzonte di lungo periodo e trasforma un investimento in un patrimonio comunitario stabile. È qualcosa che vediamo confermato ogni volta che torniamo su un’installazione di cinque, otto, dieci anni fa: quelle mantenute bene sono ancora perfettamente in servizio, quelle abbandonati richiedono spesso una sostituzione integrale.

Materiali certificati e tracciabilità

Alla base di ogni parco giochi sostenibile ci sono materiali scelti con criteri stringenti. Il legno di robinia da piantagioni europee con certificazione FSC® garantisce la provenienza da foreste gestite in modo responsabile. Le plastiche HDPE riciclate, ricavate da corde e reti da pesca dismesse, con recupero di scarti anche di origine marina, offrono un’ottima resistenza agli agenti atmosferici e agli atti vandalici (con il valore ambientale aggiunto dal sottrarre rifiuti a discariche e mari). Le certificazioni ISO 14001 sui sistemi di gestione ambientale del produttore chiudono il cerchio, garantendo che la sostenibilità non sia limitata al singolo prodotto ma sia parte integrante dei processi aziendali.

Tutti questi elementi, che nella pratica quotidiana caratterizzano il nostro modo di lavorare, sono descritti in dettaglio nella pagina dedicata alla filosofia di sostenibilità di Evolplay, con le specifiche tecniche dei materiali e delle certificazioni adottate.

Una visione che unisce ambiente, comunità, futuro

Progettare un parco giochi sostenibile non è mai solo un esercizio tecnico. È una dichiarazione di visione. Significa credere che gli spazi pubblici destinati ai bambini debbano rispecchiare il modo in cui vogliamo che quei bambini pensino al mondo tra dieci, venti, trent’anni.

Un parco realizzato con criteri di ciclo di vita è al tempo stesso un servizio urbano, un investimento economico, un manifesto educativo. Racconta ai più piccoli, e agli adulti che li accompagnano, che è possibile costruire spazi belli, sicuri e duraturi rispettando l’ambiente. E che le scelte di oggi hanno conseguenze che si estenderanno oltre il presente.

Con pubbliche amministrazioni e progettisti, il nostro team lavora esattamente in questa direzione. Non forniamo solo attrezzature. Affianchiamo il progetto nella lettura dei criteri CAM, nella scelta dei materiali coerenti con il contesto, nella costruzione di piani di manutenzione realistici, sostenibili anche dal punto di vista della spesa pubblica. Perché la sostenibilità, in fondo, è una parola che funziona solo se tiene insieme ambiente, persone e tempo.

FAQ

Un parco giochi sostenibile costa più di uno tradizionale?
Il costo iniziale può essere leggermente superiore, ma il calcolo corretto va fatto sull’intero ciclo di vita dell’opera. Materiali durevoli, manutenibilità semplificata e ridotte necessità di sostituzione rendono un parco sostenibile più conveniente in un orizzonte di lungo periodo, con un’incidenza sul bilancio comunale sensibilmente inferiore rispetto a soluzioni più economiche ma di breve durata.

Chi verifica il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi in fase di gara?
La verifica compete alla stazione appaltante, che deve inserire nel bando i criteri di sostenibilità richiesti e valutare le offerte anche in base ai requisiti CAM dichiarati. È buona pratica per progettisti e fornitori strutturare la propria offerta documentando in modo trasparente ogni parametro (certificazioni dei materiali, provenienza, contenuto riciclato, piano di manutenzione proposto).

Un parco giochi già installato può essere reso più sostenibile senza rifarlo?
Sì, in molti casi. Interventi mirati di sostituzione di componenti ammalorati con elementi in materiali certificati, l’introduzione di superfici antitrauma di ultima generazione, l’aggiornamento del piano di manutenzione possono estendere significativamente la vita utile di un’opera esistente, riducendo l’impatto ambientale complessivo e allineando gradualmente l’area agli standard di sostenibilità richiesti oggi.

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