23 Giugno 2026
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Parchi giochi per scuole e asili: i criteri progettuali che fanno la differenza

Parco giochi in un cortile scolastico con pavimentazione antitrauma e attrezzature ludiche per bambini.

Progettare un parco giochi per una scuola o un asilo non è come progettarne uno per un parco pubblico cittadino. Cambiano gli utenti finali, cambia il modo in cui lo spazio viene usato durante la giornata, cambiano i vincoli normativi e gestionali. In un cortile scolastico convivono fasce d’età molto vicine ma con esigenze motorie diverse, ritmi di utilizzo concentrati (ricreazione, ore di gioco libero, pre e post scuola) e una responsabilità di vigilanza che richiede layout pensati anche per chi sorveglia, non solo per chi gioca. Questo articolo raccoglie i criteri progettuali che applichiamo quando lavoriamo su aree gioco scolastiche, con un focus su asili nido, scuole dell’infanzia e scuole primarie.

Takeaway

Il contesto scolastico richiede una progettazione specifica per fascia d’età, con attrezzature differenziate tra nido, infanzia e primaria, e layout che agevolino la vigilanza degli adulti.

La conformità alla normativa UNI EN 1176 e l’utilizzo di superfici antitrauma EN 1177 sono il punto di partenza, non l’obiettivo: un buon progetto scolastico aggiunge inclusività, durabilità e leggibilità.

I committenti tipici sono Comuni, enti pubblici e direzioni scolastiche, con procedure d’acquisto spesso veicolate da piattaforme come MEPA, ARIA Lombardia, MEPAL e Sintel.

Perché il parco giochi scolastico richiede criteri progettuali specifici?

Il cortile di una scuola o di un asilo è un ambiente educativo a tutti gli effetti. Non è uno spazio “in più” rispetto all’aula, è un’estensione del progetto pedagogico. Per questo la progettazione di un parco giochi in questi contesti non può partire solo dal catalogo di attrezzature, ma dal modo in cui quei bambini, quegli educatori e quella scuola vivono lo spazio.

Un parco pubblico è frequentato in modo discontinuo, da utenti di età molto eterogenea, in fasce orarie diluite. Un cortile scolastico, invece, viene utilizzato in modo intensivo e concentrato (di solito tra le 9:00 e le 16:00) da gruppi omogenei per età. Questo cambia tutto: l’usura è più rapida, le esigenze motorie sono molto specifiche, la vigilanza è continua. Di conseguenza, anche le scelte progettuali devono adattarsi.

Su questo punto la nostra esperienza è chiara: in oltre 15 anni di attività progettiamo e realizziamo giochi per parchi pubblici, scuole e oratori in tutta Italia, con più di 1.500 installazioni realizzate, una parte significativa delle quali in cortili scolastici e di asili. Ogni progetto in questo ambito ha sempre richiesto un dialogo iniziale con la direzione didattica, prima ancora che con il committente formale.

Età degli utilizzatori: nido, infanzia, primaria

La prima domanda da porsi è quasi banale, ma viene spesso sottovalutata: chi userà davvero questo parco giochi? La fascia d’età cambia radicalmente le scelte progettuali.

Nei nidi (0–3 anni) servono attrezzature di altezza ridotta, con superfici di contatto morbide, percorsi piani e nessun elemento sospeso oltre la statura del bambino. La componente sensoriale (suoni, colori, tatto) prevale su quella motoria di sfida. Nelle scuole dell’infanzia (3–6 anni) si introducono i primi giochi di arrampicata, scivoli di altezza contenuta, altalene con seggiolino di sicurezza per i più piccoli e percorsi che cominciano a stimolare equilibrio e coordinazione. Nelle scuole primarie (6–11 anni) lo spazio si trasforma: arrampicate più complesse, torrette multifunzionali, percorsi narrativi e, se lo spazio lo consente, l’integrazione con campi sportivi o aree multisport.

Mescolare attrezzature per fasce d’età molto distanti in uno stesso parco scolastico, senza separazioni chiare, è uno degli errori più comuni che riscontriamo nei sopralluoghi su parchi esistenti.

Quali sono le normative di riferimento per i parchi giochi scolastici?

Sul piano normativo, il punto di riferimento europeo è la normativa europea EN 1176 ed EN 1177: la prima, oggi nella sua versione aggiornata UNI EN 1176-1:2024 per la parte generale, disciplina i requisiti di sicurezza delle attrezzature ludiche e dei loro componenti; la seconda si occupa delle superfici di impatto e dei requisiti di assorbimento d’urto. In Evolplay realizziamo ogni installazione in conformità con queste normative, documentando la posa con verbali specifici e rilasciando al committente la documentazione tecnica necessaria per l’apertura al pubblico.

Per i progetti scolastici legati a fondi pubblici, vanno considerati anche i Criteri Ambientali Minimi (), che orientano la scelta di materiali e fornitori in funzione di parametri di sostenibilità ambientale.

La conformità normativa non è il traguardo del progetto: è solo il primo step su cui si costruisce poi tutto il resto, che è ciò che differenzia un progetto banale da uno realmente pensato per quel cortile, per quella scuola, per quei bambini.

Quali materiali scegliere per un parco giochi scolastico?

I materiali sono il vero banco di prova della durabilità di un parco giochi scolastico. L’uso intensivo, l’esposizione agli agenti atmosferici tutto l’anno e la frequentazione concentrata in pochi orari della giornata sottopongono le strutture a uno stress superiore rispetto a un parco pubblico.

Le scelte tipiche che proponiamo per i progetti scolastici si basano su materiali certificati e tracciabili: l’alluminio e l’acciaio zincato e verniciato sono la scelta più diffusa per la loro durevolezza e semplicità di manutenzione, insieme all’HDPE (polietilene ad alta densità) per i pannelli colorati e gli elementi tematici; quando invece il committente è più orientato a progetti sostenibili, allora la scelta ricade su legno di robinia e legno certificato FSC® (resistenti agli agenti atmosferici e ideali per ambienti scolastici) o la plastica riciclata per chi cerca un’identità progettuale più orientata alla sostenibilità, come accade nella nostra linea VinciPlay Recycled,

Il criterio guida è semplice: durata nel tempo, manutenibilità e coerenza con il contesto. In un asilo, ad esempio, prediligiamo finiture lisce e arrotondate; in una primaria, possiamo permetterci scelte estetiche più “narrative”, con giochi tematici (castelli, navi, ambientazioni della natura) che diventano parte del progetto pedagogico stesso.

La pavimentazione antitrauma: gomma colata in opera

In un parco giochi scolastico, la pavimentazione non è un dettaglio. È l’elemento che, più di ogni altro, definisce il livello di sicurezza dell’area gioco e, allo stesso tempo, ne caratterizza l’estetica.

Per i progetti destinati a scuole e asili proponiamo la pavimentazione antitrauma in gomma colata in opera: una superficie continua, senza fughe né mattonelle, realizzata tipicamente con uno strato di sottofondo in granuli di gomma riciclata SBR legati con resine poliuretaniche e uno strato superficiale in granuli di EPDM. La gettata unica evita i punti di inciampo tipici delle pavimentazioni modulari, è completamente accessibile anche per bambini con disabilità motorie, e si presta a personalizzazioni grafiche: percorsi didattici, giochi della campana, segnaletica orizzontale per l’educazione stradale, decorazioni a tema.

Come progettare un parco giochi inclusivo nel contesto scolastico?

La scuola è il primo luogo dove l’inclusione passa dai principi alle azioni quotidiane. Un cortile scolastico inclusivo permette a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro abilità, di partecipare allo stesso momento ludico. Non significa “aggiungere un gioco per disabili”, ma progettare l’intero layout in modo che ogni elemento sia accessibile.

Questo si traduce in scelte molto concrete: percorsi senza barriere architettoniche, pavimentazione continua e in piano, attrezzature con accessi multipli (giostre con piattaforma piana, scivoli affiancati da rampe), pannelli sensoriali integrati a varie altezze, presenza di elementi musicali e tattili che ampliano il modo in cui il gioco può essere vissuto. Approfondiamo questo tema nella pagina dedicata alla progettazione di parchi giochi senza barriere, dove raccontiamo l’approccio Evolplay Inclusive.

Nel contesto scolastico, l’inclusione ha anche una valenza pedagogica diretta: il fatto che tutti i bambini condividano lo stesso spazio di gioco, senza divisioni, è un’esperienza educativa che precede e completa qualsiasi lezione formale sull’argomento.

Chi è il committente nei progetti per scuole e asili?

Una specificità importante dei progetti scolastici è la struttura del committente, che incide sui tempi, sulle modalità di affidamento e sull’iter documentale.

Nei progetti per scuole pubbliche statali, il committente formale è quasi sempre il Comune (in qualità di proprietario dell’immobile scolastico per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado) o l’ente locale di riferimento. La direzione scolastica svolge un ruolo consultivo essenziale, ma la stazione appaltante è quasi sempre l’amministrazione comunale. Per gli asili nido la situazione varia: possono essere comunali, comunali in gestione esterna, o privati convenzionati.

Per le scuole paritarie o private (oltre che per asili privati e oratori), il committente coincide invece con l’ente gestore (parrocchia, fondazione, cooperativa, ente religioso), e l’iter è più lineare.

Siamo presenti nelle principali piattaforme di acquisto della Pubblica Amministrazione — MEPA (Acquisti in Rete PA), ARIA Lombardia, MEPAL e Sintel — il che facilita i Comuni nell’individuazione del fornitore e nella gestione formale dell’affidamento.

FAQ

Quali sono i tempi tipici per la realizzazione di un parco giochi scolastico?
I tempi dipendono dalle dimensioni del progetto, dalle condizioni del sottofondo e dalle eventuali opere preparatorie. Possiamo fornire una stima realistica solo dopo il sopralluogo tecnico, che è la prima fase del nostro processo progettuale.

Un parco giochi scolastico può essere utilizzato anche fuori dall’orario scolastico?
La decisione spetta all’ente proprietario dell’immobile (in genere il Comune) e va valutata caso per caso in base alle scelte di apertura al pubblico, alla sorveglianza e alla manutenzione. Dal punto di vista progettuale, è opportuno chiarire questa scelta a monte, perché incide sulla durabilità attesa delle attrezzature e sulla scelta dei materiali.

È possibile realizzare un parco giochi scolastico in più fasi, per ragioni di budget?
Sì, ed è una richiesta abbastanza frequente. Possiamo strutturare il progetto come un masterplan generale articolato in lotti funzionali, in modo che ogni intervento parziale sia autonomamente fruibile e si integri coerentemente con le fasi successive.

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EVOLPLAY s.r.l. è presente nelle principali piattaforme di acquisto della Pubblica Amministrazione (acquistinretepa), Agenzia regionale centrale acquisti Regione Lombardia (arca), Mepal, Sintel e tante altre.